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venerdì 6 febbraio 2026

IL DIRITTO DI AVERE UN SOGNO

 


Le promesse elettorali hanno le gambe corte! Aumenteremo le pensioni minime a 1000 euro: e non hanno recuperato nemmeno l’inflazione; diminuiremo la soglia per andare in pensione: sono stati aggiunti mesi in più per accedere all’agognata pensione; diminuiremo le imposte: il carico fiscale è aumentato di un punto e mezzo; diminuiremo l’accise sui carburanti: aumentata. È una prassi consolidata negli anni, che non riguarda solo il governo in carica. Tutto è dovuto alla necessità di far quadrare i conti e questo è noto a tutte le forze politiche da sempre. Perciò i nostri politici, quando fanno promesse, mentono sapendo di mentire perché è impossibile mantenere promesse che hanno un costo altissimo con un debito pubblico come il nostro (Più di 3000 miliardi-100 miliardi per interessi). Diventerà (a posteriori) credibile quel governo che prometterà di ridurre il debito del 20% entro la legislatura, chiedendo lacrime e sangue, perché galleggiare con una barchetta senza zavorra qual è la nostra economia, al minimo colpo di vento, può affondare senza alcuna possibilità di ripresa. La fuga dalla cabina elettorale è dovuta principalmente alla sfiducia verso la politica, incapace di mantenere le promesse elettorali e capace invece di mentire per accattivarsi la fiducia degli elettori, a costo di utilizzare in maniera distorta la televisione di Stato. Quando anche parte di questi entreranno nell’esercito di chi non vota, stiamo certi, che chi si troverà a sedere nelle stanze del potere farà una legge per concedere di governare anche con il minimo dei risultati elettorali. È questa la democrazia?

Quanto sarebbe più costruttiva la realizzazione di un programma elettorale sulla base delle reali possibilità economiche e senza raggirare gli elettori; ciascuna forza con le proprie idee e le proprie priorità, per dimostrare la capacità di saper guardare al futuro con lungimiranza.

Quanto sarebbe più matura una democrazia in cui l’elettore esprime il suo voto in base alla concretizzazione del programma che ha condiviso e non delle promesse fatte e non realizzate, sempre per colpa di qualcun altro. Un sogno? Probabile, ma ognuno ha diritto di coltivarlo perché è l’unico modo per capire chi agisce per l’emancipazione nazionale e chi bada solo a coltivare il proprio orticello, quello che gli permette di stare a galla lucrando di compensi e un prestigio immeritato.

martedì 6 gennaio 2026

EPIFANIA

 

Se avere un'epifania significa provare un'improvvisa e profonda illuminazione o una rivelazione, una presa di coscienza improvvisa che svela il significato essenziale di qualcosa, allora dobbiamo constatare che i grandi “luminari” della politica mondiale sono parecchio miopi e piuttosto ottusi.

Dopo secoli di guerre tra i popoli, interrotte dalle convenzioni internazionali che hanno dato origine agli Enti e Tribunali sovranazionali, ecco manifestarsi una nuova era dove le regole vengono dettate dal più forte. L’ONU non conta niente; le convenzioni internazionali sono carta straccia; chi rifiuta il “vassallaggio” è destinato a fare una brutta fine. Meloni con Trump, Salvini con Putin, Putin con Si Jin Ping e Modi. E l’Europa in ordine sparso. Poi ci meravigliamo che i giovani, quelli di talento, stiano lontani dalla politica. I “grandi” pensano agli interessi di oggi, i giovani sono preoccupati per un domani denso di nuvole minacciose.

Trump, l’uomo oggi più influente al mondo, ha portato alla cattura di Maduro in casa sua (Venezuela) per giudicarlo negli Stati Uniti; lo stesso uomo che manifesta la sua determinazione ad impossessarsi della Groenlandia; Cuba è nel mirino da sempre. L’ONU tace. Cosa succederà quando Trump deciderà di impossessarsi della Groenlandia che fa parte della Danimarca (pur con uno status speciale) che a sua volta fa parte della NATO e della CEE?  Posso immaginare il grado di prostrazione dei nostri politici, in questo momento, davanti a questo dilemma. Non è più possibile tenere i piedi in tre scarpe: o si sta con Trump o si sta con la NATO e la CEE, o ancora si può rompere con la NATO a favore della CEE e viceversa, con tutti i rischi conseguenti. Perché il presidente degli USA, che si sente il nuovo Napoleone, non si lascerà influenzare da nessuno e andrà dritto per la sua strada perché si illude che nessuno lo possa fermare. Quello che è certo è che la NATO si frantumerà e la CEE si dissolverà e l’instabilità politica ed economica genererà frizioni e minacce di tempi che ritenevamo ormai relegati nel passato. Questa nefanda prospettiva può essere evitata solo da un miracolo: l’unità della CEE sia nell’economia che nella difesa, senza queste basi ogni stato dell’unione diventerà preda facile di uno dei potenti occupati a spartirsi le risorse del pianeta.

Il Dio della speranza, che si è manifestato ai “Magi” come faro di pace e solidarietà tra i popoli, illumini le menti dei governanti affinché ritrovino la coesione necessaria per scongiurare future calamità.