Se avere un'epifania significa provare
un'improvvisa e profonda illuminazione o una rivelazione, una presa di
coscienza improvvisa che svela il significato essenziale di qualcosa, allora
dobbiamo constatare che i grandi “luminari” della politica mondiale sono parecchio
miopi e piuttosto ottusi.
Dopo secoli di guerre tra i popoli, interrotte
dalle convenzioni internazionali che hanno dato origine agli Enti e Tribunali
sovranazionali, ecco manifestarsi una nuova era dove le regole vengono dettate
dal più forte. L’ONU non conta niente; le convenzioni internazionali sono carta
straccia; chi rifiuta il “vassallaggio” è destinato a fare una brutta fine. Meloni
con Trump, Salvini con Putin, Putin con Si Jin Ping e Modi. E l’Europa in
ordine sparso. Poi ci meravigliamo che i giovani, quelli di talento, stiano
lontani dalla politica. I “grandi” pensano agli interessi di oggi, i giovani sono
preoccupati per un domani denso di nuvole minacciose.
Trump, l’uomo oggi più influente al
mondo, ha portato alla cattura di Maduro in casa sua (Venezuela) per giudicarlo
negli Stati Uniti; lo stesso uomo che manifesta la sua determinazione ad impossessarsi
della Groenlandia; Cuba è nel mirino da sempre. L’ONU tace. Cosa succederà
quando Trump deciderà di impossessarsi della Groenlandia che fa parte della Danimarca
(pur con uno status speciale) che a sua volta fa parte della NATO e della CEE? Posso immaginare il grado di prostrazione dei
nostri politici, in questo momento, davanti a questo dilemma. Non è più
possibile tenere i piedi in tre scarpe: o si sta con Trump o si sta con la NATO
e la CEE, o ancora si può rompere con la NATO a favore della CEE e viceversa,
con tutti i rischi conseguenti. Perché il presidente degli USA, che si sente il
nuovo Napoleone, non si lascerà influenzare da nessuno e andrà dritto per la
sua strada perché si illude che nessuno lo possa fermare. Quello che è certo è
che la NATO si frantumerà e la CEE si dissolverà e l’instabilità politica ed
economica genererà frizioni e minacce di tempi che ritenevamo ormai relegati
nel passato. Questa nefanda prospettiva può essere evitata solo da un miracolo:
l’unità della CEE sia nell’economia che nella difesa, senza queste basi ogni
stato dell’unione diventerà preda facile di uno dei potenti occupati a
spartirsi le risorse del pianeta.
Il Dio della speranza, che si è
manifestato ai “Magi” come faro di pace e solidarietà tra i popoli, illumini le
menti dei governanti affinché ritrovino la coesione necessaria per scongiurare
future calamità.
