martedì 6 gennaio 2026

EPIFANIA

 

Se avere un'epifania significa provare un'improvvisa e profonda illuminazione o una rivelazione, una presa di coscienza improvvisa che svela il significato essenziale di qualcosa, allora dobbiamo constatare che i grandi “luminari” della politica mondiale sono parecchio miopi e piuttosto ottusi.

Dopo secoli di guerre tra i popoli, interrotte dalle convenzioni internazionali che hanno dato origine agli Enti e Tribunali sovranazionali, ecco manifestarsi una nuova era dove le regole vengono dettate dal più forte. L’ONU non conta niente; le convenzioni internazionali sono carta straccia; chi rifiuta il “vassallaggio” è destinato a fare una brutta fine. Meloni con Trump, Salvini con Putin, Putin con Si Jin Ping e Modi. E l’Europa in ordine sparso. Poi ci meravigliamo che i giovani, quelli di talento, stiano lontani dalla politica. I “grandi” pensano agli interessi di oggi, i giovani sono preoccupati per un domani denso di nuvole minacciose.

Trump, l’uomo oggi più influente al mondo, ha portato alla cattura di Maduro in casa sua (Venezuela) per giudicarlo negli Stati Uniti; lo stesso uomo che manifesta la sua determinazione ad impossessarsi della Groenlandia; Cuba è nel mirino da sempre. L’ONU tace. Cosa succederà quando Trump deciderà di impossessarsi della Groenlandia che fa parte della Danimarca (pur con uno status speciale) che a sua volta fa parte della NATO e della CEE?  Posso immaginare il grado di prostrazione dei nostri politici, in questo momento, davanti a questo dilemma. Non è più possibile tenere i piedi in tre scarpe: o si sta con Trump o si sta con la NATO e la CEE, o ancora si può rompere con la NATO a favore della CEE e viceversa, con tutti i rischi conseguenti. Perché il presidente degli USA, che si sente il nuovo Napoleone, non si lascerà influenzare da nessuno e andrà dritto per la sua strada perché si illude che nessuno lo possa fermare. Quello che è certo è che la NATO si frantumerà e la CEE si dissolverà e l’instabilità politica ed economica genererà frizioni e minacce di tempi che ritenevamo ormai relegati nel passato. Questa nefanda prospettiva può essere evitata solo da un miracolo: l’unità della CEE sia nell’economia che nella difesa, senza queste basi ogni stato dell’unione diventerà preda facile di uno dei potenti occupati a spartirsi le risorse del pianeta.

Il Dio della speranza, che si è manifestato ai “Magi” come faro di pace e solidarietà tra i popoli, illumini le menti dei governanti affinché ritrovino la coesione necessaria per scongiurare future calamità.