martedì 21 luglio 2026

IL RITORNO DALLA MISSIONE DI P. FERMO BERNASCONI – INTERVISTA

 

Come leggi l’attuale situazione della chiesa italiana e dei giovani?

Sono in Italia da 12 anni. Nelle parrocchie la maggior parte delle persone sono anziane. C’è un gran parlare di ministerialità, di sinodalità ma non è che veda grandi cambiamenti dal punto di vista dell’agire. Ci sono troppi preti e cristiani che rimangono in silenzio, anche di fronte a eventi illegali – dal punto di vista del diritto internazionale – come quelli della recente guerra nella penisola araba. C’è un po’ un ritorno a trappole liturgiche, a ritualità vuote e sembra ci sia paura nell’aiutare le comunità cristiane a prendere coscienza, a divenire spirito critico nella società. Riguardo ai giovani, l’impressione che ho è che non sappiamo intercettare i loro desideri autentici: noi riteniamo di sapere cosa dare, in modo un po’ supponente, ma non siamo in grado di ascoltare e provocare le domande. C’è tantissima sensibilità da parte dei giovani, ma bisogna saper creare un’armonia tra l’esperienza di Fede e l’esperienza di impegno sociale, che non sono mai disgiunte. Come chiesa, forse, abbiamo commesso questo errore: abbiamo dato per scontato il nostro essere cristiani ma il cammino di evangelizzazione è quotidiano. Papa Francesco scriveva che “dobbiamo essere un pastore che sta davanti al gregge, che sa stare in mezzo e sa stare anche dietro il gregge”, saper guidare, lasciarsi guidare e stare con gli ultimi.

A cura di Roberto Radice 5 marzo 2026 – Mondo Aperto – Periodico Missionari Comboniani