domenica 9 marzo 2025

I NOSTRI LUTTI dal 2012 al 2025

 2012

...
GIACOMELLI AGATA  anni 88
SCALMAZZI  PIETRO anni 90
RAGNOLI OLIVO  anni 46
DE GIACOMI  BORTOLO anni 58
TAMUSSI TERESA anni 88
PEDROTTI MARIO anni 80
BORRA GIUSEPPE anni 83
2013
MERIGO GIOVANNI anni 76
PANIZZA LUCIA anni 79 
ZUCCHINI  EUGENIO anni 80 
DI SERIO CATERINA anni 75 
LUCIA (NINA) GIACOMELLI anni 86 
ANGELA (MIRY) BORRA anni 74 
ARTEMISIA  MARCHESI anni 95
MARIA BENINI anni 87
GUIDO DE GIACOMI anni 88
GNUTTI  MARIA anni 83
COLOMBO CLARA anni 84
LONARDINI  ANGELA  anni 78
  2014
LORUSSO MATTEO anni 81
SAMBRICI ANGELO anni 84 
PIRLO PIERINA (Tilde) anni 85 (Morta a Urago Mella)
TAMENI PAOLO anni 72 
DEGIACOMI  ANGELO anni 90 
BONDONI VIRGINIA anni 89
PERONI SANTINA anni 85 
FAGONI ANGELA anni 89 
DEGIACOMI GIOVANNI (Ciara) anni 90 
BORRA TERESA (Rina) anni 98 
BERTACCHINI GIULIANO (Mario) anni 67 
SATERINI  BRUNA (ved. Zenere) anni 90
DE GIACOMI LUIGI anni 85 
2015
CINGHIA GUGLIELMA anni 88
BERTACCHINI VITTORIA anni 91
DE GIACOMI EVARISTO  anni 93
DE GIACOMI NATALINA anni 93
BERTACCHINI  ROSA   anni 74
SILVESTRI  FRANCO  anni 87
BERTACCHINI  MARTINA anni 84
BERTACCHINI CATERINA anni 85
FACCHINI MARIA (levatrice) anni 95 (Vill. Prealpino)
BERTACCHINI GIAELE anni 73
EMER  FLAVIO anni 46
ZORZI  GIUSEPPINA anni 105
BERTACCHINI  GRAZIANA anni 59
BETTELLI  ESTERINA anni 82
ZUCCHINI  ADOLFO anni 76
GIACOMELLI  PIETRO anni 73
SILVESTRI  ANGELA anni 89
PANADA FIORENZA anni 88
BEZZI  RENATO anni 80
MAZZOLENI  ALMERINO anni 77
FRANCESCHETTI PIERINA anni 83
DE MARIA ROSA anni 85
FUSI GIULIETTA anni 95
2016
DEGIACOMI  LUCIA anni 81
PEDROTTI  BORTOLO anni 82 (Nave)
ERBAGGI DOMENICA MARIA anni 95
GHIDONI MARIA (Gina) anni 93
TAMUSSI DOMENICA (Nina) anni 89
TAIOLA RACHELE  anni 85
GUGLIELMO EMILIA anni 91
SANDRINI  MARIA anni 61
LONGHI  MARIA anni 89
CARLI CATERINA anni 86
DE GIACOMI GIUSEPPE anni 74
2017
ZUBANI  VALERIA anni 85
AZZANI  GUIDO anni 92
AZZANI  BRUNA anni 95
BROZZONI  BIAGIO anni 91
PRANDINI  GASPERINA (Suora) anni 81
FERANDI  CAROLINA anni 92
DE GIACOMI  GIUSEPPE  (Gepo) anni 69
BERTACCHINI  GUIDO anni 91
KLAEDEN  ELSA anni 97
MAGRI MIRELLA anni 80
SCALVENZI RAFFAELLA anni 86
BERTACCHINI MICHELE (Ginetto) anni 69
GIACOMELLI ALESSANDRO anni 62
BENINI MADDALENA  anni 82
DE GIACOMI  GIUSEPPE (Frico) anni 78
FERRAMI MARIA anni 92 (Muratello di Nave)
ZILETTI ISABELLA anni ...
BERTACCHINI MARTINA anni 85
DE GIACOMI VALERIA anni 98
BENINI SAVERIO anni 83
BROZZONI BRUNA anni 88 (Brescia)
DE GIACOMI ALFREDO anni 66

2018

EMER DARIO anni 85
LONGHI FAUSTINO anni 83
ZUCCHINI SANDRO anni 79
SCALMAZZI MARIO anni 88
NEGRONI NATALINA anni 72
MEREU CESIRA anni ...
BERTACCHINI ERNESTO anni 93
LOCATELLI AMELIA anni 88
DE GIACOMI ANGELO anni 66
MINETTA IGNAZIO anni 76 (Paderno F.C.)
GNUTTI CLARA anni 90
MAESTRI GEMMA anni 89
LOSSI GIOVANNI anni 61
NICOLINI ENZO anni 75
TAMUSSI ISIDORO anni 89
DE GIACOMI BRUNO anni 79
BUTTIANI CLARA anni 80

2019
FRASSINE EMILIA anni 89
MAFFIOLI MARIA (LIA) anni 91
BERTACCHINI GINO anni 81
PEDERZANI GIUSEPPE anni 71
BORRA MARIA ved, Bodei di anni 84 (Vallio)
DE GIACOMI AGNESE anni 81 (Gambara)
FOGLIO ERNESTINA BROLI anni 92 (Brescia)
DEGIACOMI ANGELA anni 86 (Muratello di Nave)
UBERTI DARIO anni 64
SEGGIOLI ANNA (Tina) anni 79
BETTINI ELVIRA (Rosi) anni 90
TAIOLA ADELE anni 84
ZUCCHINI MARIA anni 88
BOLOGNA ALBINA anni 75 (Mocasina)
MAESTRI CLAUDIO anni 69
VALENTINI ELISA anni 93
ZUCCHINI SANTINA anni 85 (Villaggio Prealpino)
MAZZOLENI  IVAN anni 71
SIMONCELLI VILMA anni 55
DEGIACOMI MARCELLA anni 92
FRANZONI MARIA (LIA) vedova Giacomelli anni 96 (Gavardo)

2020
ALIDA FERRARI (ved.Muraro) anni 94
COMINI MIRELLA anni 87
PIANTA ELIANA anni 84
BERTACCHINI DELIA anni 80 (Nave)
PRESTI PIETRO anni 90
ZUBANI CLAUDIO anni 79
BELOTTI CARLO anni 79
TOSCANO GAETANA anni 81
MAESTRI SERGIO anni 73
GHIDINI DOMENICA anni 90
MANTOVANI GINO anni 78
NATASA PROLIC anni 47
VASSALINI MARIA anni 64
DURANTI AURELIA anni 83
ROSSI LIVIA anni 84
BERTACCHINI RENATA anni 87 (Brescia)
BORRA LUIGI anni 81
LUISA PACE anni 89
ZUCCHINI EDOARDO anni 85
PISCINI GRAZIANO (OTTORINO) anni 80
PRANDINI SONIA anni 41 (Castegnato)
ZANOLETTI  ELIDE anni 90

2021
MAFFIOLI  MISTICA anni 87
DEGIACOMI  FRANCESCO anni 84
AZZANI GIOVANNI PIERINO anni 92
NODARI  LILIANA anni 64
SCHNABL ANNA MARIA anni 68
DEGIACOMI ANTONIO anni 92
MANTOVANI LUCIA ved. Scalmazzi anni 94 (Verona)
PRANDINI LUIGI (Pierino) anni 79
ADAMO ANNA MARIA anni 59
DEGIACOMI FRANCESCO (Toparì) anni 90
ZUCCHINI DOMENICA (Rosi) anni 84
BERTACCHINI  ANDREA anni 85
BENINI MARIO anni 94
FERRI ALBERTO anni 76
BORRA LUIGINA anni 79 (Nozza)
BARGNANI GIULIA anni 89 (Luglio)
MERIGO IMELDA anni 77
CROTTI GIULIANA anni 88

2022
TAIOLA suor ROSINA anni 100 (Brescia)
MAZZOLARI NATALE anni 82
TAMUSSI PIETRO anni 80
GIOVANNI DELLA MAESTRA (EMILIO) anni 71 (Nave)
DE GIACOMI VINCENZO anni 87
KARL HEINZ GRUNOW anni 78
BENINI ELISABETTA di anni 95
PUTELLI ANTONIETTA anni 82
EMER CELESTINA anni 89
TAPINI PIERINO anni 88
MINETTA RINALDO anni 87
PORCIANI MARIA anni 83
ZUCCHINI MARCO (Febo) anni 93
PRANDINI ALBA anni 77
BEZZI ALESSANDRINA anni 87
CHIAPPA ANNA anni 74 

2023
BERTACCHINI EVELINA anni 80 (Capriate S. Gervasio-BG)
TRAININI IVAN anni 70 (Flero)
BETTINI CARMELITA anni 77 (Brescia)
PRANDINI AGOSTINO (Palèta) anni 89 (Concesio)
TENGATTINI RACHELE anni 73 (Bovezzo)
MINENI ALESSANDRO anni 75
BROLI SILVIA vedova Comini anni 83  (Brescia)
MICALI LUIGI anni 78  (Torino)
MINETTA MONICA anni 60
TOSCANO CARMELA anni 81
DEGIACOMI MARIA (Puci) anni 84
ZECCHINA BATTISTA anni 93
SAMBRICI GIOVANNI anni 79 (Muratello di Nave)
TRAMI ARTURO anni 77
FURETTA ROBERTO anni 58

2024
ABENI AGOSTINO anni 87
LONGHI ROBERTO anni 46
PEDROTTI ELISABETTA anni 90
PEDROTTI MARISA anni 84
FANTON CARLAMARIA anni 89
BERTACCHINI ARMIDA anni 79
FRANCINELLI SANDRO anni 87
UBOLDI LUIGINO anni 83
ZUCCHINI ROBERTO anni 49
MURATORI LIVIANO anni 91
SEGGIOLI SILVANA anni 68
BROZZONI GABRIELLA ved. Lombardi anni 84 (Nave)
BERTACCHINI GIUSEPPE (Principe) anni 85 (Nave)
LOCATELLI  TERESINA  anni 89
PASSERI CATERINA ved. Ragnoli anni 90
DONINELLI PIETRO PAOLO anni 90

2025
BETTINI MARIA (Rosi) anni 83
BENINI LUCIANO (Copa) anni 64
ZUCCHINI GIOVANNI anni 89
COSER GIULIANA anni 78
LUCI DANTE anni 85
MAZZOLARI AURORA anni 86
FREDDI LUCIANA anni 66

lunedì 24 febbraio 2025

IL VECCHIO CONTINENTE DAVANTI ALL'ORSO RUSSO di Roberto Chiarini (Giornale di BS 23/2/2025)

 


C’eravamo illusi che dopo la caduta del muro di Berlino il mondo si fosse finalmente pacificato. Era finita la divisione tra l’Est comunista e l’Ovest democratico, che aveva tenuto per cinquant’anni col fiato sospeso l’umanità intera nel timore di una guerra nucleare. La guerra fredda si era conclusa con la vittoria dell’Occidente liberale. Era ragionevole pensare che il futuro sarebbe stato all’insegna di una diffusione della democrazia e di una società di mercato.

Dimentichiamocelo.

Scopriamo oggi che il mondo è più diviso che mai, lacerato dalla competizione tra due grandi potenze (Usa e Cina) e dalla riproposizione nei rapporti internazionali della legge del più forte. Vittima predestinata l’Europa, il continente patria della democrazia che dopo secoli di lotte fratricide ha fatto in questi ultimi ottant’anni della pace la sua condizione di vita.

Fino all’elezione di Trump, ci siamo baloccati con la speranza che, bene o male, potessimo proseguire a prosperare senza guerre. Il risveglio é stato traumatico. Ci ha lasciato tramortiti, incapaci di reagire, inermi di fronte a Trump, Putin e Xi Jinping che si stanno spartendo il mondo.

Sarà brutale il trattamento che Trump, il presidente della nazione fino a ieri nostra grande amica e alleata, ci sta riservando: nuovi dazi e un nuovo ordine che passa sulla testa dell’Europa. Un trattamento che di regola si riserva al nemico, non ad un alleato.

Irricevibile la lezione di democrazia che il vicepresidente Vance ci ha impartito a Monaco sul nostro presunto tradimento dei valori liberali. Da qual pulpito viene la predica, ci verrebbe da dire. Il suo presidente ha appena amnistiato i colpevoli dell’assalto a Capitol Hill, ossia dell’attacco al cuore della democrazia americana.

Sarà sconcertante assistere allo spettacolo della vittima dell’aggressione russa (Zelensky) trattata da carnefice, di una nazione (l’Ucraina) che dopo essere stata invasa e devastata viene fatta passare per artefice della guerra.

Sarà inaudito sentire il ministro ombra di Trump, il magnate Elon Musk, dire che il presidente ucraino, il resistente all’aggressione russa, “si nutre dei cadaveri dei suoi soldati”.

Potremmo continuare a lungo ad elencare i motivi di sconcerto suscitato dalla svolta politica di Trump, ma servirebbe solo a lasciarsi attoniti, incapaci di reagire allo shock subito.

È urgente, invece, prendere coscienza della nuova realtà che si è disegnata, prima che questa ci cancelli dalla storia.

Come sempre, il punto di partenza per reagire a una sconfitta è rendersi conto di quel che è avvenuto. E questo è molto chiaro, anche se dolorosamente grave.

Pensavamo di non avere problemi di sicurezza, comodamente sistemati sotto l’ombrello protettivo degli Stati Uniti.

Pensavamo di poter continuare a sviluppare la nostra economia grazie al rifornimento a buon mercato della Russia.

Pensavamo di poter contare per il nostro sviluppo economico con l’accesso libero ai mercati dell’America e della Cina. Dimentichiamocelo.

Ci tocca assumere la responsabilità del nostro futuro. Ci aspetta un mondo regolato, ora più che mai, dalla legge del più forte. Sarà bene ricordarcelo in futuro. Non è consigliabile, non è prudente fronteggiare l’orso russo armati della sola bandiera della pace.


venerdì 21 febbraio 2025

ATTENZIONE: PERICOLO

 


Quello che dovevamo aspettarci è accaduto: l’elezione di Trump alla Casa Bianca ha saldato l’anello con l’autocrate Putin generando un cortocircuito in una UE frammentata e litigiosa su tutto. L’annuncio di dazi da una parte, le aggressioni verbali e gli attacchi hacker dall’altra, hanno iniettato il veleno dei distinguo nei rappresentanti di diversi leader nella UE. Il limpido discorso di Mattarella e quello strategico di Draghi rischiano di rimanere inascoltati, se non addirittura snobbati. Le posizioni ambigue di alcune delle forze politiche in campo, anche di casa nostra, mostrano quanto l’Europa sia inadeguata a fronteggiare un terremoto di questo genere. Senza un consolidamento dell’Unione ci aspettano bordate dallo "zar" e pure dall’USA che vorremmo avere per amica, entrambi intenti a dilaniare l’Europa allo scopo di governare il mondo, condizionando altre grandi potenze come Cina e India. La lucidità del “pilastro” Draghi non lascia intravvedere altre scappatoie diverse dall’unità d’intenti nel fronteggiare il pericolo. Quelli che ammiccano ora ad est, ora a ovest, se si opporranno a questa elementare necessità, dovranno ben presto leccarsi le ferite prodotte dall’emarginazione. A nulla servirà essere annoverati tra i cortigiani: questi personaggi saranno condannati a contare solo sui privilegi ottenuti per il “servizio”.

Se ancora non abbiamo capito che è sospetta la strana coincidenza di vedute sul futuro dell’Ucraina da parte di Trump e Putin, nonostante sia evidente chi ha prodotto la situazione attuale, prima  e dopo l’invasione, allora dobbiamo prepararci a ingoiare tanti bocconi amari.
Già gli ammiccamenti del nostro Governo non hanno impedito all’arrogante vice presidente americano Vance di incolpare l’Europa di tutti i mali e non sono serviti neppure a trattenere Trump dalle roboanti e ingiuste accuse rivolte all'Ucraina e al suo Presidente, figuriamoci quanto Putin tema un’Europa divisa e una NATO che rischia di non avere più l’America tra gli alleati.
Dimenticare che l’Ucraina è il cuscinetto di confine con una federazione che vuole ritornare ad essere il grande impero di un tempo, che per raggiungerlo è intenzionata ad usare tutti i modi, leciti ed illeciti, schiacciando in patria qualsiasi tentativo di protesta, vuol dire andare incontro al peggio.
Fa specie sentire la portavoce del ministero degli esteri russo attaccare il nostro Presidente per aver paragonato il loro comportamento a quello del terzo Reich: il prepotente vuole sempre aver ragione. Ma fa ancora più impressione che qualcuno affermi che Mattarella poteva evitarsi questa esternazione; ma come, non c’era un patto sottoscritto di rispetto da parte russa della sovranità dell’ Ucraina? Come fu per la Polonia, la storia si ripete.
D’altra parte non possiamo pretendere l’impossibile: se gli elettori UE sono disposti a correre i rischi e i pericoli connessi e i nostri governanti mancano di lungimiranza, stiamo pure a guardare, senza parlare per timore di comprometterci. Le prime batoste arriveranno presto, speriamo almeno che possano convincerci ad unire le forze. Purtroppo, fatta salva la Misericordia Divina, non possiamo contare più di tanto neanche sulle preghiere dei credenti perché a pregare sono sempre di meno.

mercoledì 18 dicembre 2024

TRASCORRERE IL NATALE CON IL CUORE ALTROVE

 


Anche l’Avvento è stato immolato sull’altare del commercio. L’ho pensato quando la commessa della farmacia mi ha proposto “la bellezza dell’avvento”, una scatola rosa sotto le
cui finestrelle si trovano creme per combattere le rughe e i radicali liberi. 

Le quattro settimane che la liturgia cristiana dedica alla preparazione spirituale per la nascita del Bambinello sono state omogenizzate nel frullatore del black Friday e nel centro, le luminarie rischiarano anche una realtà sgualcita composta da tanti disperati che rendono quasi palpabile il loro disagio. 

Mentre ci si concentra sull’ultimo libro, su mutande di pizzo o sul portafogli da regalare, viene distolto il pensiero dalla coscienza. Si chiudono gli occhi sulle tragedie lontane e le povertà che ci passano accanto, convinti che vengano risolte con un pasto caldo o un letto improvvisato. 

Come in un film visto mille volte i drammi camminano sottobraccio all’indifferenza. Temo saranno i bambini che patiscono il freddo e la disumanità a farne memoria. Un giorno non troppo lontano ci chiederanno: “Tu cosa hai fatto mentre succedeva tutto questo? Hai un alibi?”. Saremo costretti a uscire dalla nostra confort zone e ammettere di aver agito poco, sicuramente non abbastanza, poiché non ci dovremmo sentire estranei quando si è chiamati a dare una mano per questioni umanitarie. Troppi si nascondono dietro un “alibi”, parola latina che significa altrove, poiché essere da un’altra parte consente di assumere la posizione più comoda. Questo vale soprattutto per coloro che dicono di non sopportare la guerra, l’esclusione e la crudeltà e, per tale ragione, finiscono per occuparsi solo del proprio orticello, scaricando sugli altri il dovere morale di aiutare a migliorare le cose. 

Non ci si può chiamare fuori prendendo in considerazione solo i pezzi di mondo ritenuti sicuri dalla Farnesina, poiché la mappa dei luoghi pacifici è variabile come il tempo. Gli scampoli di pretesto non ci alleggeriscono dalle responsabilità verso i più fragili, siamo immischiati non solo quando la perdita del posto di lavoro ci riguarda direttamente o coinvolge persone che conosciamo da vicino. 

La Natività quest’anno assomiglia alla piccola Yasmine, raccolta in mare intirizzita al largo di Lampedusa. Con il grande dono della vita trascorrerà il Natale con il cuore altrove, nella sua casa in Africa, dove se per restare serve un alibi, per partire bisogna avere la sorte a favore e il coraggio di andare contro vento.

Augusta Amolini

Giornale di Bs 18/12/2024

venerdì 13 dicembre 2024

POTENTI E ... IMPOTENTI

 

Come tutti i nonni, in questo periodo, sono occupato con mia moglie nella ricerca di regalini e dolci per figli e nipoti. Nei negozi è un viavai di persone con i carrelli pieni di cose, sia nei negozi a basso prezzo che in quelli griffati. Ci muoviamo tutti ignari di quello che ci circonda, come se tutti noi fossimo protetti da chissà quale campana. Eppure, i telegiornali non ci fanno mancare nulla della instabilità dei grandi Paesi che contano. Dovremmo avere ben chiaro, ormai, che ci sono attori molto pericolosi nel Mondo, che sono in grado di scatenare il peggiore dei conflitti mai registrato sulla terra. “Sanno di rischiare anche loro e non oseranno”, dice qualcuno. Siamo così sicuri? Quando le minacce si ripetono ogni giorno non è da escludere che qualche irresponsabile faccia un passo falso segnando l’inizio della catastrofe. Siamo circondati da guerre e da molte persone disperate disposte a tutto pur di sopravvivere, anche difendendo “pazzi scatenati”. Dunque, mi chiedo: sappiamo veramente dove stiamo andando? Persino nelle chiese mancano le novene, le preghiere e le implorazioni per la pace; solo il Papa continua a ripetere che “la guerra è sempre una sconfitta”.

I cristiani sanno che da qualche parte è scritta la data che segnerà la fine dell’esistenza umana, ma ugualmente si comportano come se non dovesse succedere mai.

Coloro che non credono fanno spallucce sorridendo per queste ingenuità da medioevo convinti che è qui e oggi che dobbiamo sviluppare le nostre potenzialità raccogliendo ciò che l’umanità ci mette a disposizione finché siamo in vita.

Ma nei cieli, in terra, sottoterra, e nei mari ci sono arsenali con armi pronte a far fuoco! Chi è più debole e chi è più forte? Chi può impedire un atto dimostrativo a colui che si crede forte? E poi cosa succede?

Catastrofismo o realismo? Mi rendo conto che la convinzione generale sia quella di essere impotenti e quindi di vivere al meglio il presente fidando che i governanti siano in grado di bloccare gesti sconsiderati. Tuttavia, il rischio esiste, ed è quotidiano. Dal momento che siamo impotenti è utile non disperarsi e continuare a fare la nostra vita in modo consapevole: preparati al peggio per apprezzare meglio le persone che abbiamo accanto e le qualità che ci sono state donate.

Abbiamo sempre saputo che la vita di ognuno ha un termine, più o meno lungo, che gli concede di lasciare qualche segno positivo del suo passaggio su questa terra; camminando ora sul filo del rasoio, a maggior ragione abbiamo molto da riflettere su quello che sta accadendo in tutto il mondo. Basta minimizzare! È il momento di sfruttare tutte le qualità e capacità del nostro cuore per essere uniti e solidali ad affrontare il futuro.

Per noi cristiani la responsabilità sarà molto più grande se non eleveremo a sufficienza la nostra preghiera a Dio perché ci risparmi ancora una volta da un flagello di queste dimensioni (sempre se non siamo giunti alla data finale).

Infatti, noi sappiamo perfettamente che solo Dio vince l’ottusità umana e la nostra inclinazione al male. Solo Lui può trarci d’impaccio. “Pregate per non cadere in tentazione” diceva Gesù ai suoi “Vescovi” nel Getsèmani prima di essere messo in croce.

giovedì 21 settembre 2023

TENTAZIONE MISSIONARIA


Ho partecipato a una riunione di riflessione sull’Unità Pastorale, presieduta da prelati importanti che hanno già approfondito la tematica, e gli interventi, tutti pacati, hanno manifestato un grande interesse per quello che sarà la nuova comunità cristiana quando verrà a mancare il prete residente.

Dai relatori e dagli interventi, se ho capito bene, si è affermato che, quando questo accadrà, dovremo darci da fare per compensare la mancanza del sacerdote.

Ma io mi chiedo, per mantenere gli stessi banchi vuoti che c’erano prima? Per chi si accontenta può essere la soluzione, sempre che si riesca a fare comunità intorno ai soliti volti, noti per la loro dedizione. Penso invece che ci sia un’altra strada da percorrere molto più incisiva e aperta alla conversione nostra e di quelli che ci stanno vicino: approfittiamo dell’emergenza per mettere al centro dell’U.P. il sacerdote che diventa un nuovo missionario, che ha una sua casa, ma ha tante dimore (Mi riferisco ovviamente a quando ci sarà un unico sacerdote per tutto il territorio assegnato). Non so quante Messe potrà celebrare, ma dovrebbe restare sul territorio dell’ex Parrocchia, a turno, un po' di tempo per essere vicino, animare e suggerire proposte agli incaricati dell’apostolato, confessare e relazionarsi con la comunità.

Questo perché abbiamo un bisogno continuo che sia un “ministro” a dirci che stiamo sbagliando, che dobbiamo quotidianamente mettere al centro Cristo Crocifisso, che dobbiamo aprirci alla solidarietà e all’amore per i fratelli anche quando ci costa fatica, che ci dice parole di speranza quando siamo afflitti da gravi malattie o sferzati da disgrazie improvvise.

Pensare che ce la possiamo fare da soli, anche con tutta la buona volontà, mi pare sia molto illusorio; e non perché il prete sia il più santo di tutti, ma perché è il filtro tra Dio e noi ed è l’unico che non va mai contro le parole del Vangelo. Non mi sembra poco. Ho forti dubbi invece sull’accettazione eventuale di una simile proposta da parte dei sacerdoti.

Speriamo di essere solo agli inizi e il confronto prosegua per farci capire meglio non quello che andrebbe bene per noi ma quello che ci farebbe diventare, coi fatti, la Santa chiesa di Dio.

domenica 16 luglio 2023

UNITA’ PASTORALE - FACILE A DIRSI

 


Se mi permetto di formulare con convinzione il mio pensiero riguardo a questo tema non è certo per correggere le teorie di qualcuno, non ho né le capacità né le competenze, semplicemente rifletto su come sarà la mia vita quando Nave sarà il centro pastorale della nostra zona.

L’odierna crisi profonda del Cristianesimo ha causato una contrazione delle vocazioni religiose senza precedenti. Tutto ciò ha sollevato, specie negli ultimi tempi, un grande dibattito sulle Unità Pastorali, che sono state chiamate ad organizzare il popolo cristiano su un’area più vasta della singola Parrocchia rimasta priva del sacerdote.

Una cosa che balza all’occhio immediatamente in questi dibattiti consiste nella formulazione del tutto teologica, come se la conoscenza delle “Verità” bastasse a “sostituire” il sacerdote ed a ricostruire la Chiesa locale. Se neanche quando avevamo tanti sacerdoti non siamo riusciti ad essere veramente Chiesa, mi chiedo come lo possiamo diventare ora sulla scorta di possibili bravi maestri. In tutto lo sforzo profuso nel dibattito manca una qualità essenziale che da soli non possiamo darci: la carità.

Può darsi che sia in errore, ma a mio parere è proprio la poca attenzione che abbiamo dedicato a questa virtù che ci ha condotto nella situazione di crisi attuale. Da anni le chiese vanno svuotandosi e noi tutti abbiamo fatto poco perché le nostre convinzioni religiose annacquate riacquistassero sapore riversando un po’ di attenzioni ai nostri fratelli. Perché essere Chiesa significa prima di tutto essere fratelli e saper vivere da fratelli. Fare ogni sforzo possibile per superare gli ostacoli che lo impediscono. Scoprire di essere orgogliosi di essere cristiani. Forse nel nostro esame di coscienza ci saremo ritenuti poveri e peccatori e quindi non avevamo nulla da dire a quelli che ci stavano accanto; può darsi che le nostre convinzioni siano state poco profonde; magari non avevamo il coraggio di far notare il nostro disagio. Comunque sia nessuno di noi ce la può fare a vivere da buon cristiano senza l’aiuto di Dio, e dei fratelli che Lui ci ha messo accanto. Ecco perché il Sacerdote è importante: è il Ministro che ha il dovere di istruirci ad essere fratelli, nonostante il nostro stato, a saper superare i nostri difetti, ma senza offrire indulgenza a chi annacqua ciò che è Sacro. A dirci che il partecipare alla Santa Messa non è un dovere settimanale da assolvere senza calore, ma un evento che dovrebbe essere quotidiano e pieno di gioia. Se le nostre comunità provassero veramente questa gioia, quanto migliori sarebbero i rapporti fra di noi e, magari, nascerebbe anche qualche vocazione religiosa. Quante cose si dovrebbero dire sulla Messa, (anche con un po' più di entusiasmo da parte degli officianti) per scaldare l’Anima intorno alla potenza di quel Santo Rito.

Vogliamo sostituire il sacerdote in nome di una comunità autonoma? E con chi? È già una disgrazia rimanere senza sacerdote! Senza di lui noi siamo umanamente più fragili agli attacchi di Satana, e dovremmo tutti convenire quanto sia scatenato in questi tempi. Il pensiero di rimanere senza Messa dovrebbe spaventarci. Chi ci aiuterà a mantenerci sulla strada maestra dove Gesù, gli Angeli, i Santi, le Anime del Purgatorio e il Santo Padre ci aiutano ogni giorno a vanificare tutti i tentativi messi in atto dal demonio per portarci alla dannazione? Se viene a mancare il sacerdote non ci può bastare un teologo, ci occorre una persona buona ed esemplare che sappia essere “padre e madre” e funga da cordone ombelicale con il sacerdote incaricato di prendersi cura di questa nuova entità.

Non la vedrei quindi come questione di Fede, che pur sempre deve ispirare i comportamenti del cristiano, bensì la necessità di vivere quotidianamente da fratelli, ciascuno nel proprio ambito, aperti alla carità fraterna e alla solidarietà verso chiunque si trovi nel bisogno. Forse allora la Messa si dimostrerebbe quello che veramente è: memoria viva della morte e Risurrezione di chi ci amò fino alla fine, che ci riscattò dalla nostra superbia e ci preparò un luogo di eterna beatitudine ed ogni giorno ci offre tutta la Sua assistenza per raggiungerlo, perché non vuole che nessuno vada perduto. La Messa è tutto questo e, pur con tutti i nostri difetti umani, non può non dare gioia e serenità frequentarla, altrimenti c’è qualcosa che non va.