martedì 30 dicembre 2025

 


LA BOLLA DI SAPONE INTORNO AL POTERE

Chi gestisce il potere è assodato che sia trasportato a decidere in autonomia, a dispetto dell’uso frequente della frase “in nome del popolo italiano”. “Potere”  significa decidere di fare qualcosa, non poter fare o non poter decidere equivale a “impotenza”. Per governare in modo non autocratico, spesso, è necessario coalizzarsi rinunciando a qualche principio dei quali si è portatori. È esattamente quello che sta succedendo oggi in Italia e nel resto dell’Europa. Quando il generale Vannacci afferma che stiamo alimentando una guerra già persa si dimentica di qualificare quell’invasione come giusta o sbagliata; si dimentica di spiegare che quella guerra ha tolto la vita a centinaia di migliaia di persone e un esercito di feriti da una parte e dall’altra per un puro capriccio del potere; si dimentica di dire che l’aiuto fornito “con limiti” dall’Europa e dall’America è ben al di sotto delle necessità difensive di un popolo che preferisce l’annientamento all’umiliazione.

L’opposizione di alcune nazioni europee, non fanno altro che alimentare e manifestare sempre più la nostra debolezza e la nostra irrilevanza come UE, con grande soddisfazione di chi vorrebbe governare il mondo intero.

L’umiliazione di Zelensky alla Casa Bianca nello scorso Febbraio da parte di Trump e del suo vice e il tappeto rosso a Putin in Alaska ad Agosto, seguito da un accordo preconfezionato tra i due non è emblematico?

Quando mai il “potere” fine a sé stesso ha prodotto benefici alla popolazione? “Armatevi e partite” è il detto popolare più azzeccato della storia. Per stare alla narrazione degli ultimi conflitti: dopo la carneficina della Prima guerra mondiale, la protesta contro la miseria e la fame è stata stroncata dal “potere” utilizzando lo squadrismo fascista, lo stesso “potere fascista”  che ci abbandonò alla furia nazista; quando le cose presero una brutta piega ecco le autorità del “potere” abbandonare il loro Popolo e darsi a una  fuga ignominiosa: il Duce e la famiglia reale; intanto, centinaia di migliaia di soldati abbandonati a se stessi venivano deportati nei lager tedeschi, non dimentichiamolo mai. Non dimentichiamo neppure le brutalità  perpetrate durante l’invasione della Polonia, della Cecoslovacchia e dell’Ungheria e di parte della Germania da parte dei russi. E non è stato il “potere” a generare la feroce guerra civile in Jugoslavia e Spagna?  E se dominio equivale a “potere” quante altre guerre, pur lontane da noi, sono state accese a dispetto degli “impotenti sudditi”.

Dalla caduta del “muro” abbiamo pensato che fosse arrivato un “mondo nuovo” con la crisi del comunismo in Russia e in Polonia per la ribellione della popolazione. È stata solo una pausa, il tempo necessario per ricostituire il nuovo “zarismo” di Putin, quello che anche Trump vorrebbe imporre per tenere in scacco tutto il mondo occidentale: “o fate quello che dico io o distruggeremo la vostra fragile economia”.  In questo senso si può interpretare la richiesta di Trump di elevare il contributo alla NATO al 5% del PIL entro il 2035 (Accordo Nato Aja 2025).

E noi cosa facciamo? Come se fossimo in una bolla di sapone, litighiamo e facciamo passare il tempo, l’esatto contrario di quello che dovremmo fare. Con il solito spirito italico per elevare il contributo della nostra partecipazione alla NATO abbiamo inserito lo Stretto di Messina, la Guardia di Finanza, la Guardia Costiera ed altre voci che nulla hanno a vedere con la difesa atlantica. Se consideriamo che allo stato attuale le nostre forze armate sono sottofinanziate così come la maggior parte delle nazioni europee, possiamo renderci conto fin troppo bene del risultato in caso di aggressione. Noi italici siamo davvero imbattibili: riusciamo a dividerci perfino sul titolo degli aiuti per l’Ucraina (DPFP 2025). L’ipocrisia politica (a 360 gradi) regna sovrana. Il pericolo di un conflitto è percepito generalmente come altamente improbabile, pertanto, ognuno guarda alla politica con tolleranza e illusione facendo gli scongiuri. Ma l’Europa se lo può permettere? Se per predisporre una DIFESA antidrone e antimissile serve molto tempo e molto denaro, che uno Stato da solo non può sostenere, è del tutto evidente che per questa eventualità non stiamo facendo assolutamente nulla.

Speriamo che la Politica si responsabilizzi e sia in grado di evitare che uno Stato dell’Unione sia aggredito come è stato per l’Ucraina: sarebbe una catastrofe.